Anche quest’anno non voglio sottrarmi al “gioco dei buoni propositi “ per l’anno che verrà
E allora incominciamo subito !
La mia prima parola d’ordine per il 2024 è la stessa del 2023: RESISTENZA.
Una resistenza che dovrà poggiare su quel solido principio etico-filosofico che ritroviamo perfettamente espresso in “𝑪𝒆𝒏𝒕𝒆𝒔𝒊𝒎𝒖𝒔 𝑨𝒏𝒏𝒖𝒔” di San Giovanni Paolo:
“𝙻𝚊 𝚛𝚊𝚍𝚒𝚌𝚎 𝚍𝚎𝚕 𝚖𝚘𝚍𝚎𝚛𝚗𝚘 𝚝𝚘𝚝𝚊𝚕𝚒𝚝𝚊𝚛𝚒𝚜𝚖𝚘 𝚎̀ 𝚍𝚊 𝚒𝚗𝚍𝚒𝚟𝚒𝚍𝚞𝚊𝚛𝚎 𝚗𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚗𝚎𝚐𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚝𝚛𝚊𝚜𝚌𝚎𝚗𝚍𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒𝚐𝚗𝚒𝚝𝚊̀ 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚙𝚎𝚛𝚜𝚘𝚗𝚊 𝚞𝚖𝚊𝚗𝚊, 𝚒𝚖𝚖𝚊𝚐𝚒𝚗𝚎 𝚟𝚒𝚜𝚒𝚋𝚒𝚕𝚎 𝚍𝚎𝚕 𝙳𝚒𝚘 𝚒𝚗𝚟𝚒𝚜𝚒𝚋𝚒𝚕𝚎 𝚎, 𝚙𝚛𝚘𝚙𝚛𝚒𝚘 𝚙𝚎𝚛 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚘, 𝚙𝚎𝚛 𝚜𝚞𝚊 𝚗𝚊𝚝𝚞𝚛𝚊 𝚜𝚝𝚎𝚜𝚜𝚊, 𝚜𝚘𝚐𝚐𝚎𝚝𝚝𝚘 𝚍𝚒 𝚍𝚒𝚛𝚒𝚝𝚝𝚒 𝚌𝚑𝚎 𝚗𝚎𝚜𝚜𝚞𝚗𝚘 𝚙𝚞𝚘̀ 𝚟𝚒𝚘𝚕𝚊𝚛𝚎: 𝚗𝚎́ 𝚕'𝚒𝚗𝚍𝚒𝚟𝚒𝚍𝚞𝚘, 𝚗𝚎́ 𝚒𝚕 𝚐𝚛𝚞𝚙𝚙𝚘, 𝚗𝚎́ 𝚕𝚊 𝚌𝚕𝚊𝚜𝚜𝚎, 𝚗𝚎́ 𝚕𝚊 𝙽𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚘 𝚕𝚘 𝚂𝚝𝚊𝚝𝚘.”
Una resistenza quindi a difesa della “VITA UMANA” contro quel totalitarismo imperante che, facendo leva sulla diffusione di una cultura transumana, punta allo sviluppo di nuove ed aberranti forme di società e di convivenza sociale.
Un nuovo contesto sociale in cui saremmo costretti a vivere in uno spazio controllato di pseudo libertà. Dove gli uomini vengono paragonati a macchine da istruire, aggiustare e programmare in funzione della produzione. Una società in cui la vita umana non ha più nulla di sacro e quindi va preservata e rispettata finché è funzionale al cosiddetto “bene comune”. In tale contesto risulterebbero inevitabilmente ampliate ed estremizzate le disuguaglianze sociali, con un manipolo di ricchi sempre più ricchi ed una larga fascia di uomini privati di ogni mezzo privato. Modalità necessaria a soffocare sul nascere qualsiasi aspirazione di libertà non controllata.
Ma come attuare dunque concretamente questa resistenza ?
A questo proposito credo si dovrebbe prendere spunto dall’esperienza delle resistenze attuate in Ungheria, Cecoslovacchia e Polonia in risposta al tentativo sovietico di estendere in quei paesi un regime dittatoriale comunista
Quell’esperienza di resistenza, che trovò nel pensiero di Havel i concetti teorici ed in Solidarność l’applicazione pratica, ci consegna oggi almeno tre insegnamenti:
1) il dovere della memoria. Non dobbiamo cioè dimenticare la nostra storia e le nostre radici
2) la mitezza, che ha ispirato la Rivoluzione di Velluto nel 1989 che rovescio il comunismo in Cecoslovacchia.
3) la costante ricerca e salvaguardia della verità contro ogni tipo di menzogna, attraverso la qualità della parola.
Il secondo buono proposito è di trovare sempre il CORAGGIO DI NON FARSI OMOLOGARE, ragionando sempre autonomamente di fronte agli eventi della storia.
Impresa estremamente complicata in un mondo in cui tutti i media raccontato un’unica distorta verità.
Torna alla mente il racconto di Schopenhauer “𝚄𝚗 𝚞𝚘𝚖𝚘 𝚒𝚗𝚝𝚎𝚕𝚕𝚒𝚐𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚌𝚘𝚜𝚝𝚛𝚎𝚝𝚝𝚘 𝚊 𝚟𝚒𝚟𝚎𝚛𝚎 𝚒𝚗𝚜𝚒𝚎𝚖𝚎 𝚊 𝚍𝚎𝚐𝚕𝚒 𝚜𝚌𝚒𝚘𝚌𝚌𝚑𝚒 𝚊𝚜𝚜𝚘𝚖𝚒𝚐𝚕𝚒𝚊 𝚊 𝚌𝚘𝚕𝚞𝚒 𝚌𝚑𝚎 𝚑𝚊 𝚞𝚗 𝚘𝚛𝚘𝚕𝚘𝚐𝚒𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚟𝚊 𝚋𝚎𝚗𝚎 𝚒𝚗 𝚞𝚗𝚊 𝚌𝚒𝚝𝚝𝚊̀ 𝚕𝚎 𝚌𝚞𝚒 𝚝𝚘𝚛𝚛𝚒 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚝𝚞𝚝𝚝𝚎 𝚘𝚛𝚘𝚕𝚘𝚐𝚒 𝚌𝚑𝚎 𝚟𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚖𝚊𝚕𝚎. 𝙻𝚞𝚒 𝚜𝚘𝚕𝚘 𝚑𝚊 𝚕'𝚘𝚛𝚊 𝚐𝚒𝚞𝚜𝚝𝚊: 𝚖𝚊 𝚊 𝚌𝚑𝚎 𝚐𝚕𝚒 𝚜𝚎𝚛𝚟𝚎? 𝚃𝚞𝚝𝚝𝚊 𝚕𝚊 𝚌𝚒𝚝𝚝𝚊̀ 𝚜𝚒 𝚛𝚎𝚐𝚘𝚕𝚊 𝚜𝚎𝚌𝚘𝚗𝚍𝚘 𝚐𝚕𝚒 𝚘𝚛𝚘𝚕𝚘𝚐𝚒 𝚌𝚒𝚝𝚝𝚊𝚍𝚒𝚗𝚒 𝚜𝚋𝚊𝚐𝚕𝚒𝚊𝚝𝚒, 𝚙𝚎𝚛𝚜𝚒𝚗𝚘 𝚌𝚘𝚕𝚘𝚛𝚘 𝚒 𝚚𝚞𝚊𝚕𝚒 𝚜𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚜𝚘𝚕𝚝𝚊𝚗𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚜𝚞𝚘 𝚘𝚛𝚘𝚕𝚘𝚐𝚒𝚘 𝚒𝚗𝚍𝚒𝚌𝚊 𝚕'𝚘𝚛𝚊 𝚟𝚎𝚛𝚊.”
Terzo ed ultimo buono proposito: SVILUPPARE CONSAPEVOLEZZA
Nel momento in cui comprenderemo chi siamo e perché siamo in questo mondo, troveremo la forza per non cedere alla paura ed alle provocazioni che arrivano dall’esterno.
Vivere bene diventerà quindi un imperativo da perseguire costantemente, indifferenti di ciò che possono pensare gli altri di noi.
Oggi servono certezze e la prima certezza da sviluppare è che la nostra vita ha una finalità superiore che niente e nessuno potrà mai cancellare.
Buon 2024 e …. buona vita a tutti
Giorgio Bruzzone
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