Eugenio Montale
- Giorgio Bruzzone
- 12 ott 2023
- Tempo di lettura: 1 min
𝑵𝒐𝒏 𝒄𝒉𝒊𝒆𝒅𝒆𝒓𝒄𝒊 𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒂
𝑁𝑜𝑛 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑟𝑐𝑖 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑜𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑖 𝑑𝑎 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑙𝑎𝑡𝑜
𝑙'𝑎𝑛𝑖𝑚𝑜 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑒, 𝑒 𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑓𝑢𝑜𝑐𝑜
𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑖 𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑙𝑒𝑛𝑑𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛 𝑐𝑟𝑜𝑐𝑜
𝑝𝑒𝑟𝑑𝑢𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑚𝑒𝑧𝑧𝑜 𝑎 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑙𝑣𝑒𝑟𝑜𝑠𝑜 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑜.
𝐴ℎ 𝑙'𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒 𝑛𝑒 𝑣𝑎 𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑜,
𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖 𝑒𝑑 𝑎 𝑠𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑎𝑚𝑖𝑐𝑜,
𝑒 𝑙'𝑜𝑚𝑏𝑟𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎
𝑠𝑡𝑎𝑚𝑝𝑎 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑎𝑙𝑐𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑚𝑢𝑟𝑜!
𝑁𝑜𝑛 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎𝑟𝑐𝑖 𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑢𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑎𝑝𝑟𝑖𝑟𝑡𝑖,
𝑠𝑖̀ 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑠𝑖𝑙𝑙𝑎𝑏𝑎 𝑒 𝑠𝑒𝑐𝑐𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛 𝑟𝑎𝑚𝑜.
𝐶𝑜𝑑𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑡𝑖,
𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜, 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎𝑚𝑜.
Eᴜɢᴇɴɪᴏ Mᴏɴᴛᴀʟᴇ,
Nasceva a Genova il 12 ottobre 1896
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Per ricordare questo mio illustre concittadino la scelta è ricaduta su una poesia molto attuale, perché evidenzia la condizione di solitudine e di amarezza spirituale in cui si muove l’umanità contemporanea.
Nella poesia emerge un forte contrasto tra chi può solo scoprire “ciò che non siamo e ciò che non vogliamo” e tutti quelli che, al contrario, hanno sempre una risposta su tutto. Uomini decisi e in armonia con sé stessi e gli altri perché non si pongono domande su niente, nemmeno sull’«ombra sua», che rappresenta i lati più oscuri dell’animo umano.
Ai tanti che hanno sempre una risposta su tutto.
Ai pochi che si pongono domande.
Giorgio Bruzzone
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