𝐈𝐧𝐝𝐢: 𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 "𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞" 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨.
- Giorgio Bruzzone
- 13 nov 2023
- Tempo di lettura: 2 min

Alla fine la povera Indi è morta, come accadrà presto o tardi a ciascuno di noi. Cosa che in tanti sembrano aver dimenticato !
Siamo tutti in condizioni di provvisorietà ed forse proprio la mancanza di una prospettiva di eterno che porta gli uomini a compiere e sostenere i più efferati crimini come quello odierno.
Nei giorni scorsi, dopo l’ennesima opposizione dei Giudici inglesi, la povera Indi era stata scortata dalla polizia verso un hospice. I giudici, evidentemente consci dell’impopolarità della loro decisione, hanno imposto di non rivelare il luogo della struttura.
Le forze dell’ordine hanno poi blindato l’hospice e predisposto un controllo agli accessi come per il peggiore dei criminali.
Eventi al limite del paradossale che hanno trovato in una piccola fascia di autoproclamati “intellettuali” come Michele Serra uno squallido ed inopportuno eco e sostegno.
Quella di Indi Gregory è nella realtà la storia di un’esecuzione dove il male celebra la sua atrocità. Contro il volere dei genitori, contro la possibilità, offerta, di un’umana assistenza, ha prevalso il volere assoluto di uno Stato tirannico. Uno Stato che oramai si identifica con lo Stato democratico. E questo è un segnale molto molto pericoloso!
Il filosofo spagnolo 𝐆𝐮𝐬𝐭𝐚𝐯𝐨 𝐁𝐮𝐞𝐧𝐨 ha creato il concetto di "𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖𝑠𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑜" ed è questo esattamente quello che viviamo nel cosídetto "Ordine Liberale".
Una falsa religione, quindi un'idolatria neopagana d'una ferocità biototalitaria, di cui subiamo gli effetti dal marzo 2020.
La vicenda #IndiGregory è molto più grave è pericolosa del fatto in se. Conferma infatti due evidenti derive della democrazia occidentale in cui prevalgono materialismo, nichilismo e mercatismo:
- in nome della qualità della vita lo Stato può decidere che si può togliere la vita
- i genitori possono essere esautorati da qualunque decisione per un miglior interesse singolo o collettivo
Colpiscono e fanno riflettere le parole di 𝐩𝐚𝐩𝐚̀ 𝐃𝐞𝐚𝐧:
“𝙼𝚒𝚊 𝚏𝚒𝚐𝚕𝚒𝚊 𝚎̀ 𝚖𝚘𝚛𝚝𝚊, 𝚕𝚊 𝚖𝚒𝚊 𝚟𝚒𝚝𝚊 𝚎̀ 𝚏𝚒𝚗𝚒𝚝𝚊 𝚊𝚕𝚕’𝟷.𝟺𝟻.
𝙸𝚕 𝚜𝚎𝚛𝚟𝚒𝚣𝚒𝚘 𝚜𝚊𝚗𝚒𝚝𝚊𝚛𝚒𝚘 𝚗𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚊𝚕𝚎 𝚎 𝚒 𝚝𝚛𝚒𝚋𝚞𝚗𝚊𝚕𝚒 𝚗𝚘𝚗 𝚜𝚘𝚕𝚘 𝚕𝚎 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚝𝚘𝚕𝚝𝚘 𝚕𝚊 𝚙𝚘𝚜𝚜𝚒𝚋𝚒𝚕𝚒𝚝𝚊̀ 𝚍𝚒 𝚟𝚒𝚟𝚎𝚛𝚎, 𝚖𝚊 𝚕𝚎 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚝𝚘𝚕𝚝𝚘 𝚊𝚗𝚌𝚑𝚎 𝚕𝚊 𝚍𝚒𝚐𝚗𝚒𝚝𝚊̀ 𝚍𝚒 𝚖𝚘𝚛𝚒𝚛𝚎 𝚗𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚜𝚞𝚊 𝚌𝚊𝚜𝚊.
𝚂𝚘𝚗𝚘 𝚛𝚒𝚞𝚜𝚌𝚒𝚝𝚒 𝚊 𝚙𝚛𝚎𝚗𝚍𝚎𝚛𝚎 𝚒𝚕 𝚌𝚘𝚛𝚙𝚘 𝚎 𝚕𝚊 𝚍𝚒𝚐𝚗𝚒𝚝𝚊̀ 𝚍𝚒 𝙸𝚗𝚍𝚒, 𝚖𝚊 𝚗𝚘𝚗 𝚙𝚘𝚝𝚛𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚖𝚊𝚒 𝚙𝚛𝚎𝚗𝚍𝚎𝚛𝚎 𝚕𝚊 𝚜𝚞𝚊 𝚊𝚗𝚒𝚖𝚊.
𝚂𝚊𝚙𝚎𝚟𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚎𝚛𝚊 𝚜𝚙𝚎𝚌𝚒𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚊𝚕 𝚐𝚒𝚘𝚛𝚗𝚘 𝚒𝚗 𝚌𝚞𝚒 𝚎̀ 𝚗𝚊𝚝𝚊, 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚌𝚎𝚛𝚌𝚊𝚝𝚘 𝚍𝚒 𝚜𝚋𝚊𝚛𝚊𝚣𝚣𝚊𝚛𝚜𝚒 𝚍𝚒 𝚕𝚎𝚒 𝚜𝚎𝚗𝚣𝚊 𝚌𝚑𝚎 𝚗𝚎𝚜𝚜𝚞𝚗𝚘 𝚕𝚘 𝚜𝚊𝚙𝚎𝚜𝚜𝚎 𝚖𝚊 𝚒𝚘 𝚎 𝙲𝚕𝚊𝚒𝚛𝚎 𝚌𝚒 𝚜𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚊𝚜𝚜𝚒𝚌𝚞𝚛𝚊𝚝𝚒 𝚌𝚑𝚎 𝚜𝚊𝚛𝚎𝚋𝚋𝚎 𝚜𝚝𝚊𝚝𝚊 𝚛𝚒𝚌𝚘𝚛𝚍𝚊𝚝𝚊 𝚙𝚎𝚛 𝚜𝚎𝚖𝚙𝚛𝚎”.
Cristo ci ha insegnato, non a caso, a cercare la sua presenza nelle persone più semplici ed indifese.
Chi più piccola, fragile ed indifesa di questa povera bimba?
Giorgio Bruzzone
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