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IO SONO QUEL CHE SONO

“𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒄𝒓𝒐𝒍𝒍𝒂 𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒊𝒏 𝒑𝒊𝒆𝒅𝒊 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒍’𝒆𝒔𝒔𝒆𝒏𝒛𝒊𝒂𝒍𝒆.

𝑰𝒍 𝒈𝒊𝒖𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒊𝒄𝒆𝒗𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒂𝒍𝒍’𝒆𝒔𝒕𝒆𝒓𝒏𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒂 𝒑𝒊𝒖̀.

𝑰𝒐 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒍 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐, 𝒏𝒐𝒊 𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒍 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒆, 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒊𝒏𝒕𝒖𝒊𝒔𝒄𝒆 𝑲𝒂𝒏𝒕 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 “𝑪𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏 𝒑𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂”, 𝒊𝒍 𝒄𝒊𝒆𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒆𝒍𝒍𝒂𝒕𝒐 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒂𝒓𝒆 𝒂 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒆𝒈𝒈𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒖𝒆 𝒐𝒓𝒃𝒊𝒕𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒇𝒆𝒕𝒕𝒆. 𝑰𝒐 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒐 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒎𝒎𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒊𝒏 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒐 𝒎𝒖𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐, 𝒆𝒑𝒑𝒖𝒓𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒏 𝒎𝒆 𝒄’𝒆̀ 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒎𝒂𝒏𝒆.

𝑬𝒅 𝒆̀ 𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆𝒗𝒐𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒎𝒂𝒓𝒓𝒂̀ 𝒊𝒏 𝒆𝒕𝒆𝒓𝒏𝒐.

𝑰𝒐 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒍 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐. 𝑽𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒂𝒏𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒇𝒊𝒏𝒐 𝒊𝒏 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒆𝒓𝒐. 𝑺𝒆 𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒊̀, 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒎𝒂𝒊 𝒔𝒂𝒓𝒂̀ 𝒖𝒏 𝒈𝒊𝒖𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐? “

𝓖𝓲𝓸𝓿𝓪𝓷𝓷𝓲 𝓐𝓵𝓵𝓮𝓿𝓲

Mi sono fatto l’dea che deve essere sfuggito qualcosa in Rai …….!

Nella serata del 7 febbraio uno spiraglio di luce ha illuminato, inaspettatamente, la kermesse sanremese.

Il commovente monologo del geniale maestro Giovanni Allevi ha portato nelle case degli italiani le sue splendide e sincere riflessioni

Un monologo commovente e vibrante che riporto qui integralmente e che suggerisco di guardare nel suo insieme. Per non perdere nulla! Non solo dalle sue parole ma ancor più dei suoi gesti inusuali. Il corpo e le mani di Allevi ,vibrando nell’aria , sembrano quasi dipingere o comporre una nuova opera.

Il grande compositore sembra leggere lo spartito della tragedia di cui si è trovato ad essere indebito protagonista . Con la sua simpatia e una dolcezza innaturale ha incantato gli spettatori , trascinandoli per mezz’ora su un ponte sospeso, sopra il chiasso e lo squallore dello spettacolo sottostante.

Sanremo per me potrebbe finire qui !

Appagato e inebriato dai profondi pensieri di un uomo gravemente malato nel corpo ma ricchissimo nella mente e nell’anima

Grazie Maestro

Giorgio Bruzzone


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