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𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗔…. 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗽𝗼𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶𝗲  ⵑ

19 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Parlando di scuola perché non proviamo ad uscire dall’ipocrisia e cerchiamo di guardare la realtà ?

La scuola è troppo importante per diventare un luogo polemiche sterili e banali, o  peggio di becero scontro politico.

A proposito di ipocrisia , fa certamente riflettere   l’indignazione di chi oggi, rivestendo il ruolo di PdR,  contraddice quanto decretò nel 1990 da Ministro dell’Istruzione,  con la circolare 205, in cui scriveva  “ sembra opportuno ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani

Memoria corta o cambio di strategia politica ?Ma qui si aprirebbe un ulteriore problema sul ruolo del PdR che non vorrei affrontare in questa occasione.

La regola per tutti dovrebbe essere sempre la stessa : prima di commentare per stereotipi , facendosi dominare da pregiudizi  e bias cognitivi,  bisognerebbe guardare la realtà, informarsi, leggere , ascoltare e pensare.


Veniamo al tema : dire che la scuola è un luogo di accoglienza è certamente giusto,  ma estremamente semplificativo e riduttivo. È certamente un luogo dove si devono accogliere tutti i bambini,  che sono la risorsa più importante. Ma è soprattutto un luogo dove a tutti deve essere data la possibilità di studiare crescere e diventare persone “pensanti”.

Non mi pare di intravedere nelle parole del Governo una volontà di chiudere la scuola

a qualcuno. È però di tutta evidenza  che se in una classe di 20 alunni ci sono 15 bambini di origini varie ( cinesi, marocchine, bangladine , tunisine, ecc. )  che con le loro difficoltà linguistiche rallentano il programma di studio, a subirne i disagi sono soprattutto i 5 alunni italiani. Non hanno forse anche questi 5 italiani il diritto di imparare e crescere secondo tempistiche certe?

Non sembrerebbe difficile da capire …..


Per questo tra le tante cose lette in questi giorni le parole più saggie mi sono sembrate quelle scritte da @Costanza Miriano :

Secondo me è vera accoglienza degli immigrati e di tutte le categorie meno favorite quando la scuola dà a tutti quelli che vogliono lavorare seriamente la possibilità di farlo. Corsi di lingua italiana per chi non lo parla, e poi alzare l'asticella, in modo che anche i figli di nessuno abbiano un'opportunità, basata sul merito, sull'impegno, sulla serietà. È l’unica possibilità che hanno. Appiattire verso il basso il livello della didattica (che è quello che inevitabilmente avviene se molti studenti non parlano la lingua con cui si insegnano tutte le materie) non vuol dire accogliere, ma escludere sempre più. (…) La scuola non deve essere "il posto dove tutti sono accolti" ma il posto dove a tutti è data la possibilità di elevarsi. L'accoglienza verso il basso è travestita da bontà, ma è ghettizzazione.


Giorgio Bruzzone

 
 
 

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