𝐀. 𝐃𝐄𝐋 𝐍𝐎𝐂𝐄 𝓤𝓷𝓪 𝓵𝓮𝓽𝓽𝓾𝓻𝓪 𝓭𝓮𝓵 𝓹𝓻𝓮𝓼𝓮𝓷𝓽𝓮
- 24 feb
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Sono trascorsi oltre 30 anni dalla morte di Augusto Del Noce e il suo pensiero si dimostra sempre più attuale , ma soprattutto utile per Interpretare gli accadimenti di questi ultimi decenni e per capire dove origini la grande confusione dei nostri giorni.
Del Noce aveva previsto che con la caduta del muro non sarebbe iniziata una nuova era felice sotto le insegne del capitalismo globale e della liberaldemocrazia. Ma anzi la dissoluzione del marxismo avrebbe portato al trionfo definitivo del nichilismo e del relativismo morale, che erano per lui l’essenza implicita nel razionalismo dell’età moderna.
E proprio al razionalismo ed al moderno Del Noce ha dedicato la sua vita di studioso.
Il razionalismo, per Del Noce, nasce nel momento in cui l’uomo pretende di poter fare a meno della trascendenza, quindi di Dio, facendosi esso stesso Dio.
L’essenza del razionalismo è per questo l’ateismo.
Il modernismo e il razionalismo portano con sé l’idea che l’uomo possa distruggere tutto l’esistente e modellare la realtà a misura della propria ragione e del proprio arbitrio.
Questa idea era ben riassunta nel
pensiero di Marx :
«I filosofi hanno fino ad oggi interpretato il mondo, si tratta ora di cambiarlo».
All’interno della proposta marxista, con un indirizzo mercatista , va quindi
letto il tentativo dei vari Schwab, Bill Gates, Soros & C , veicolato attraverso il WEF, di dare concreta applicazione alla quarta rivoluzione industriale .
L’obiettivo dichiarato è quello di superare un modello economico in parte ancora fondato sulla libertà economica della piccola e media impresa privata e su base prevalentemente nazionale, giudicato non più sostenibile, per definire una governance politica ed economica sovranazionale, basata sulla pianificazione e sul controllo. Pianificazione e controllo, ovviamente, in mano ad una ristretta élite finanziaria di illuminati.
Un sistema in cui la democrazia è vista come un ostacolo e la ricchezza sarà sempre più concentrata in poche mani.
Un progetto diabolico e distruttivo che trova quindi fondamento culturale in quel razionalismo che Del Noce aveva individuato, con largo anticipo, come il vero nemico dell’uomo, della libertà e della democrazia .
Giorgio Bruzzone





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