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Riflessioni sul referendum

  • 14 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Mentre Elly Schlein parla di  “sfregio alla Costituzione" e rincara la dose dicendo che “ i padri costituenti si rivoltano nella tomba con questa riforma” , la storia ci ricorda  quanto di questa riforma sia, in realtà , patrimonio proprio della sinistra  riformista

📍1997: la Commissione Bicamerale presieduta da Massimo D'Alema propone la separazione costituzionale delle carriere. Due ruoli distinti, giudicante e requirente, due CSM separati.

📍2001: il programma dell'Ulivo la inserisce tra gli obiettivi di governo.

📍2007: il ministro Mastella, Sostenuto dai DS e dalla Margherita, presenta un ddl costituzionale per la separazione. E Violante ribadisce: "La separazione è un obiettivo storico della sinistra riformista". Il ddl passa alla Camera. Poi cade il governo Prodi e tutto si ferma.

📍2017 Orlando ( PD) ministro  della giustizia introduce  il divieto di passaggio da PM a giudice.  Nel frattempo Renzi chiede la separazione "come in Europa".

📍2019 al congresso del PD la mozione vincente definisce la separazione delle carriere "ineludibile per garantire la terzietà del giudice". E Serracchiani dichiara: "Non possiamo più difendere l'unità della toga come dogma".

E come dimenticare che Giuliano Vassalli, partigiano e socialista, nonché padre del codice di procedura penale del 1988, riteneva la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti la necessaria evoluzione del sistema accusatorio da lui introdotto


Viene allora spontaneo chiedersi che cosa è cambiato a sinistra per avviare una così aspra campagna contro il SÌ ⁉️

I principi del diritto? La struttura dell'ordinamento? NO ‼️

A sinistra hanno cambiato totalmente idea ?

La realtà è che è cambiata semplicemente la firma sulla legge. La riforma porta infatti  oggi il nome di Nordio e il timbro di Meloni.

Tanto basta per trasformare un obiettivo storico della sinistra riformista in una grave minaccia alla democrazia.

Un attacco alla Costituzione, uno sfregio ai padri costituenti.

E non solo, per aumentare il carico, oggi ci dicono anche che chi vota SI è un fascista e forse anche un mafioso.

Ed iniziata  anche la solita sfilata di attori, cantanti e ballerine , a dirci dal loro piedistallo che occorre votare NO per proteggere la costituzione

Proteggerla da cosa , dal sistema democratico di autoriforma ?


Per fortuna c’è a sinistra chi tiene alla propria dignità ed autonomia: Augusto Barbera, presidente emerito della Corte Costituzionale, uomo dichiaratamente di sinistra, vota Sì e lo dice pubblicamente. Con lui Minniti, Picierno, Bettini, Salvi, Petruccioli, Morando e Concia e molti altri.


Anche loro  fascisti⁉️

Tutti complici dello sfregio⁉️


Loro evidentemente sanno che la Giustizia può essere migliorata

Se nel 2025, su 1.587 esposti disciplinari, solo 76 sono arrivati alla Sezione disciplinare un problema c’è ! O no ?

La magistratura in pratica si giudica da sola e si assolve da sola.

Un meccanismo perfetto per i magistrati che hanno la garanzia dell’impunità , non certo per i cittadini.


Ma chi ha un briciolo di buonsenso dovrebbe aver  compreso che il sorteggio dei membri CSM è un meccanismo semplice per eliminare le cosiddette “correnti” , cioè quei gruppi di Magistrati che condizionano il buon funzionamento del sistema giudiziario



Allora a ben guardare il vero sfregio non è  quello urlato dalla Schleyn ma un altro.

È usare la Carta costituzionale come arma di propaganda.

È trasformare il referendum in un plebiscito pro o contro Meloni, svuotandolo di ogni contenuto giuridico.

Sapendo che molti andranno a votare senza  essersi adeguatamente informati.


Sfregio è anche continuare a tirare in ballo il fascismo mentre con il referendum si sta semplicemente seguendo il metodo di autoriforma previsto dalla stessa costituzione


Domenica 22 e lunedì 23 marzo si vota.

Ed è un occasione unica per migliorare e rinforzare la Giustizia. Per rinsaldare  il necessario rapporto di fiducia tra le Istituzioni e tra le stesse istituzioni e i cittadini !


Non buttiamo via questa occasione di approvare una riforma giusta per fare un dispetto alla Meloni

Non ne vale la pena! È una cosa meschina.

I Presidenti del Consiglio passano,  le regole costituzionali restano !

Giorgio Bruzzone


 
 
 

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