
DEPRAVAZIONE E POTERE Anche l’Italia ha il suo caso Epstein ?
- 7 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Non ho mai apprezzato Fabrizio Corona e l’ho sempre considerato uno spietato opportunista affamato di soldi e successo.
Non ho però potuto far a meno di ascoltare quanto l’ex fotografo ha fatto emergere su Signorini ed altri noti personaggi dello spettacolo e sui rampolli Berlusconi.
La magistratura dovrebbe analizzare se vi siano i presupposti di reati a sfondo sessuale invece sembra accanirsi solo con il denunciante .
É questa cosa non è normale !
Quel che certamente emerge è un diffuso degrado nel mondo dello spettacolo da alcuni anni in mano a personaggi tutti parte della stessa lobby.
La vicenda merita quindi qualche rapida riflessione:
📍Cancellare Fabrizio Corona da tutti i social non è giustizia, è una scorciatoia.
Un algoritmo non può decidere chi esiste e chi no. E questa cosa fa veramente paura !
📍Si possono criticare i modi, non cancellare una voce. La libertà di parola vale soprattutto quando dà fastidio. O vale per tutti, o non è libertà.
📍 i servizi di Corona fanno emergere , con audio e filmati , vicende di presunti ricatti sessuali etero e omosessuali che coinvolgono personaggi apicali di una società quotata in borsa
Nel rispetto del codice etico Mediaset avrebbe dovuto aprire indagini per capire cosa è realmente accaduto anziché distruggere Corona.
📍la rapidità con cui Mediaset è riuscita a bloccare i canali social di Corona è certamente sospetta. Quante donne hanno subito “revenge porn” senza che la magistratura intervenisse ? È lecito quindi chiedersi: cosa vogliono nascondere ?
📍la sproporzionata reazione dei Berlusconi alimenta la sensazione che ci siamo segreti familiari da voler difendere ad ogni costo.
📍sulle pruriginose vicende di Silvio sapevamo tutto. E lui non faceva nulla per nascondere la sua passione per le donne. Di Piersilvio e Marina non si può dire nulla ⁉️ perché ⁉️
Credo che la vicenda non sia certamente conclusa ed i rischi per Mediaset siano molto seri.
Ne vedremmo delle belle !
Giorgio Bruzzone




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