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𝐆𝐮𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢 𝓠𝓾𝓪𝓷𝓭𝓸 𝓶𝓾𝓼𝓲𝓬𝓪 𝓮 𝓹𝓪𝓻𝓸𝓵𝓮 𝓿𝓪𝓷𝓷𝓸 𝓸𝓵𝓽𝓻𝓮

8 ago
Tempo di lettura: 2 min

Non mi voglio allineare a quanti , in questi giorni, stanno incensando la figura di Francesco Guccini , arrivando a impareggiabili livelli di idolatria.

Non lo farei mai. Allinearmi alla massa è proprio ciò  che non mi appartiene.

Soprattutto a quelli che di lui hanno ammirato ciò che Guccini rappresentava. Il suo lato politico , anziché quello artistico.

Di Guccini ho amato invece l’anima poetica.

Perché il poeta non ha un partito o una religione, ma la capacità di mettere in versi le parti più profonde del nostro essere.

Per questo ho amato il Guccini capace di scrivere ed interpretare, con il suo stile unico, pezzi indimenticabili.

A prevalere è spesso il sentimento della malinconia, con quel velo di tristezza che accompagna molti dei suoi pezzi

“𝓣𝓻𝓪 𝓵𝓪 𝓿𝓲𝓪 𝓮𝓶𝓲𝓵𝓲𝓪 𝓮 𝓲𝓵 𝔀𝓮𝓼𝓽” resta  tra gli album che più ho ascoltato in assoluto.

Venendo al suo stile di scrittura, resta per me impareggiabile la sua capacità di descrivere emozioni all’interno di  scene quotidiane di sorprendente naturalezza. Penso alla meravigliosa riflessione, sulla malinconia e sulle occasioni perdute, di “𝓐𝓾𝓽𝓸𝓰𝓻𝓲𝓵𝓵” .

Quello che ancora mi sorprende  è il pudore con cui riesce a descrivere i sentimenti di un uomo normale.

Ho amato il Guccini che ha saputo scrivere una meravigliosa riflessione sulla fragilità della vita , e la sua caducità in “ 𝓒𝓪𝓷𝔃𝓸𝓷𝓮 𝓹𝓮𝓻 𝓾𝓷’𝓪𝓶𝓲𝓬𝓪. Una profonda riflessione sul senso della vita “𝒱𝑜𝓇𝓇𝑒𝒾 𝓈𝒶𝓅𝑒𝓇𝑒 𝒶 𝒸𝒽𝑒 𝒸𝑜𝓈𝒶 𝑒̀ 𝓈𝑒𝓇𝓋𝒾𝓉𝑜 𝓋𝒾𝓋𝑒𝓇𝑒, 𝒶𝓂𝒶𝓇𝑒, 𝓈𝑜𝒻𝒻𝓇𝒾𝓇𝑒“ , in amarezza che trova parziale consolazione nel ricordo dei momenti trascorsi insieme alla giovane amica.

E cosa dire di “ 𝓲𝓵 𝓿𝓮𝓬𝓬𝓱𝓲𝓸 𝓮 𝓲𝓵 𝓫𝓪𝓶𝓫𝓲𝓷𝓸“?

Quante cose avrei da raccontare, come quel vecchio, alla mia nipotina su questo mondo ogni giorno più brutto, stupido e ostile.

E poi una canzone meno conosciuta “𝓘𝓵 𝓯𝓻𝓪𝓽𝓮” che ci rivela , in un quadro di profonda malinconia,  come dietro all’immagine di uomo povero , stravagante ed emarginato  si nasconda  in realtà un uomo capace di profonde riflessioni. Ed è forse la perdita della fede la vera causa dell’ infelicità e  dello smarrimento.

Trovo “il frate” una canzone molto attuale perché contrappone la cultura e sincerità di un “ultimo” al vuoto perfezionismo proposto dalla società contemporanea, dove l’immagine conta più del pensiero.

Di Guccini restano poi insuperabili i quadri descrittivi di due città : Bologna e Venezia

“𝓑𝓸𝓵𝓸𝓰𝓷𝓪” è una madre che unisce contraddizioni profonde: è "𝒶𝓇𝓇𝑜𝑔𝒶𝓃𝓉𝑒 𝑒 𝓅𝒶𝓅𝒶𝓁𝑒", "𝓇𝑜𝓈𝓈𝒶 𝑒 𝒻𝑒𝓉𝒶𝓁𝑒", "𝑔𝓇𝒶𝓈𝓈𝒶 𝑒 𝓊𝓂𝒶𝓃𝒶".

È la città della sua giovinezza, quella della  sua formazione culturale e poetica , tra le case e le osterie di Via Paolo Fabbri.

Il  quadro di “𝓥𝓮𝓷𝓮𝔃𝓲𝓪” è invece di una ferocia impagabile. Una  critica  amara e sociale contro la mercificazione e il turismo di massa della città, vista come un grande imbroglio svenduto e svuotato della sua vera anima. Nello stesso brano Guccini riesce a contrapporre lo sfarzo finto della città alla quotidianità della sofferenza umana.

E qui mi fermo !

Starei ore a scrivere commentando le canzoni di questo poeta, ma so che  rischierei di diventare estremamente noioso……

A Dio Francesco

Giorgio Bruzzone


 
 
 

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