
Il mondo ha preso una brutta piega?
Ha ragione Marcello Veneziani ad indignarsi di fronte al blitz USA in Venezuela quando scrive che “𝙸𝚕 𝚖𝚘𝚗𝚍𝚘 𝚑𝚊 𝚙𝚛𝚎𝚜𝚘 𝚞𝚗𝚊 𝚋𝚛𝚞𝚝𝚝𝚊 𝚙𝚒𝚎𝚐𝚊” ma siamo realisti: non è che prima di questo ultimo episodio le cose fossero migliori o diverse.
Per ragionarci su forse varrebbe la pena di leggere quanto ha scritto, nei giorni scorsi, con molto realismo Marcello Foa.
𝙼𝚎𝚝𝚝𝚒𝚊𝚖𝚘𝚕𝚊 𝚌𝚘𝚜𝚒̀ : 𝚙𝚎𝚛 𝚝𝚛𝚎𝚗𝚝’𝚊𝚗𝚗𝚒 𝚐𝚕𝚒 𝚂𝚝𝚊𝚝𝚒 𝚄𝚗𝚒𝚝𝚒 𝚌𝚒 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚏𝚊𝚝𝚝𝚘 𝚟𝚒𝚟𝚎𝚛𝚎 𝚗𝚎𝚕𝚕’𝚎𝚛𝚊 𝚍𝚎𝚕𝚕’𝚒𝚖𝚙𝚎𝚛𝚒𝚊𝚕𝚒𝚜𝚖𝚘 𝚖𝚊𝚜𝚌𝚑𝚎𝚛𝚊𝚝𝚘 𝚍𝚊 𝚗𝚘𝚋𝚒𝚕𝚒 𝚒𝚗𝚝𝚎𝚗𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 (𝚎𝚜𝚙𝚘𝚛𝚝𝚊𝚛𝚎 𝚕𝚊 𝚍𝚎𝚖𝚘𝚌𝚛𝚊𝚣𝚒𝚊, 𝚐𝚊𝚛𝚊𝚗𝚝𝚒𝚛𝚎 𝚕𝚎 𝚛𝚎𝚐𝚘𝚕𝚎 𝚒𝚗𝚝𝚎𝚛𝚗𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚊𝚕𝚒, 𝚌𝚘𝚖𝚋𝚊𝚝𝚝𝚎𝚛𝚎 𝚐𝚕𝚒 𝚂𝚝𝚊𝚝𝚒 𝚌𝚊𝚗𝚊𝚐𝚕𝚒𝚊, 𝚎𝚌𝚌𝚎𝚝𝚎𝚛𝚊) 𝚒𝚗𝚒𝚣𝚒𝚊𝚝𝚘 𝚌𝚘𝚗 𝙲𝚕𝚒𝚗𝚝𝚘𝚗 𝚎 𝚏𝚒𝚗𝚒𝚝𝚘 𝚌𝚘𝚗 𝙱𝚒𝚍𝚎𝚗 𝚎 𝚌𝚑𝚎 𝚑𝚊 𝚙𝚘𝚛𝚝𝚊𝚝𝚘 𝚊𝚒 𝚍𝚒𝚜𝚊𝚜𝚝𝚛𝚒 𝚒𝚗 𝙸𝚛𝚊𝚚, 𝙰𝚏𝚐𝚑𝚊𝚗𝚒𝚜𝚝𝚊𝚗, 𝙻𝚒𝚋𝚒𝚊, 𝚂𝚒𝚛𝚒𝚊, 𝚊 𝚞𝚗 𝚍𝚘𝚙𝚙𝚒𝚘 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚘 𝚍𝚒 𝚛𝚎𝚐𝚒𝚖𝚎 𝚒𝚗 𝙴𝚐𝚒𝚝𝚝𝚘 (𝚙𝚛𝚒𝚖𝚊 𝚏𝚊𝚟𝚘𝚛𝚎𝚗𝚍𝚘 𝚒 𝙵𝚛𝚊𝚝𝚎𝚕𝚕𝚒 𝚖𝚞𝚜𝚞𝚕𝚖𝚊𝚗𝚒, 𝚙𝚘𝚒 𝚛𝚘𝚟𝚎𝚜𝚌𝚒𝚊𝚗𝚍𝚘𝚕𝚒 𝚌𝚘𝚗 𝚞𝚗 𝚐𝚘𝚕𝚙𝚎 𝚖𝚒𝚕𝚒𝚝𝚊𝚛𝚎), 𝚊 𝚍𝚎𝚜𝚝𝚊𝚋𝚒𝚕𝚒𝚣𝚣𝚊𝚛𝚎 𝚕𝚊 𝚃𝚞𝚗𝚒𝚜𝚒𝚊, 𝚊 𝚋𝚘𝚖𝚋𝚊𝚛𝚍𝚊𝚛𝚎 𝙱𝚎𝚕𝚐𝚛𝚊𝚍𝚘, 𝚊 𝚎𝚜𝚙𝚊𝚗𝚍𝚎𝚛𝚎 𝚕𝚊 𝙽𝚊𝚝𝚘 𝚊 𝚎𝚜𝚝 𝚟𝚒𝚘𝚕𝚊𝚗𝚍𝚘 𝚕𝚊 𝚙𝚛𝚘𝚖𝚎𝚜𝚜𝚊 𝚏𝚊𝚝𝚝𝚊 𝚊 𝙶𝚘𝚛𝚋𝚊𝚌𝚒𝚘𝚟, 𝚊 𝚝𝚛𝚊𝚜𝚏𝚘𝚛𝚖𝚊𝚛𝚎 𝚕’𝚄𝚌𝚛𝚊𝚒𝚗𝚊 𝚒𝚗 𝚞𝚗 𝚟𝚎𝚝𝚝𝚘𝚛𝚎 𝚍𝚒 𝚌𝚛𝚒𝚜𝚒 𝚜𝚝𝚛𝚊𝚝𝚎𝚐𝚒𝚌𝚊 𝚌𝚘𝚗 𝚕𝚊 𝚁𝚞𝚜𝚜𝚒𝚊 𝚊𝚕𝚒𝚖𝚎𝚗𝚝𝚊𝚗𝚍𝚘 𝚍𝚞𝚎 𝚛𝚒𝚟𝚘𝚕𝚞𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚝𝚎𝚕𝚎𝚐𝚞𝚒𝚍𝚊𝚝𝚎 (𝚊𝚛𝚊𝚗𝚌𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚎 𝙼𝚊𝚒𝚍𝚊𝚗), 𝚞𝚗𝚊 𝚌𝚛𝚒𝚜𝚒 𝚙𝚘𝚒 𝚜𝚏𝚘𝚌𝚒𝚊𝚝𝚊 𝚒𝚗 𝚞𝚗𝚊 𝚍𝚛𝚊𝚖𝚖𝚊𝚝𝚒𝚌𝚊 𝚖𝚊 𝚎𝚟𝚒𝚝𝚊𝚋𝚒𝚕𝚒𝚜𝚜𝚒𝚖𝚊 𝚐𝚞𝚎𝚛𝚛𝚊, 𝚊 𝚏𝚊𝚟𝚘𝚛𝚒𝚛𝚎 𝚒𝚖𝚖𝚒𝚐𝚛𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚒𝚗𝚌𝚘𝚗𝚝𝚛𝚘𝚕𝚕𝚊𝚝𝚎 𝚟𝚎𝚛𝚜𝚘 𝚒 𝙿𝚊𝚎𝚜𝚒 𝚘𝚌𝚌𝚒𝚍𝚎𝚗𝚝𝚊𝚕𝚒.
𝙾𝚛𝚊 𝚌𝚘𝚗 𝚃𝚛𝚞𝚖𝚙 𝚜𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚎𝚗𝚝𝚛𝚊𝚝𝚒 (𝚘 𝚝𝚘𝚛𝚗𝚊𝚝𝚒?) 𝚗𝚎𝚕𝚕’𝚎𝚛𝚊 𝚍𝚎𝚕𝚕’𝚒𝚖𝚙𝚎𝚛𝚒𝚊𝚕𝚒𝚜𝚖𝚘 𝚎𝚜𝚙𝚕𝚒𝚌𝚒𝚝𝚘, 𝚜𝚊𝚗𝚌𝚒𝚝𝚊 𝚍𝚊𝚕𝚕’𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚖𝚒𝚕𝚒𝚝𝚊𝚛𝚎 𝚙𝚎𝚛 𝚛𝚒𝚖𝚞𝚘𝚟𝚎𝚛𝚎 𝙼𝚊𝚍𝚞𝚛𝚘 𝚒𝚗 𝚅𝚎𝚗𝚎𝚣𝚞𝚎𝚕𝚊 𝚎 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚊𝚗𝚗𝚞𝚗𝚌𝚒𝚊𝚝𝚎 𝚎 𝚖𝚘𝚕𝚝𝚘 𝚙𝚛𝚘𝚋𝚊𝚋𝚒𝚕𝚒 𝚒𝚗 𝙶𝚛𝚘𝚎𝚗𝚕𝚊𝚗𝚍𝚒𝚊, 𝚙𝚘𝚒 𝙲𝚘𝚕𝚘𝚖𝚋𝚒𝚊 𝚎 𝚏𝚘𝚛𝚜𝚎 𝚊𝚗𝚌𝚑𝚎 𝙼𝚎𝚜𝚜𝚒𝚌𝚘. 𝙲𝚊𝚖𝚋𝚒𝚊 𝚕𝚊 𝚏𝚘𝚛𝚖𝚊, 𝚗𝚘𝚗 𝚕𝚊 𝚜𝚘𝚜𝚝𝚊𝚗𝚣𝚊.
𝙴 𝚚𝚞𝚊𝚕𝚒 𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚕𝚎 𝚛𝚊𝚐𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚌𝚑𝚎 𝚖𝚘𝚝𝚒𝚟𝚊𝚗𝚘 𝚃𝚛𝚞𝚖𝚙? 𝙽𝚘𝚗 𝚋𝚒𝚜𝚘𝚐𝚗𝚊 𝚎𝚜𝚜𝚎𝚛𝚎 𝚒𝚗𝚐𝚎𝚗𝚞𝚒, 𝚏𝚊 𝚚𝚞𝚎𝚕 𝚌𝚑𝚎 𝚛𝚒𝚝𝚒𝚎𝚗𝚎 𝚗𝚎𝚌𝚎𝚜𝚜𝚊𝚛𝚒𝚘 𝚙𝚎𝚛 𝚍𝚒𝚏𝚎𝚗𝚍𝚎𝚛𝚎 𝚕’𝚒𝚖𝚙𝚎𝚛𝚘 𝚎 𝚒𝚗𝚒𝚋𝚒𝚛𝚎 𝚘 𝚙𝚎𝚛𝚕𝚘𝚖𝚎𝚗𝚘 𝚌𝚘𝚗𝚝𝚎𝚗𝚎𝚛𝚎 𝚕𝚊 𝚙𝚘𝚝𝚎𝚗𝚣𝚊 𝚎𝚖𝚎𝚛𝚐𝚎𝚗𝚝𝚎, 𝚘𝚟𝚟𝚎𝚛𝚘 𝚕𝚊 𝙲𝚒𝚗𝚊. 𝙳𝚞𝚗𝚚𝚞𝚎 𝚒𝚕 𝚙𝚎𝚝𝚛𝚘𝚕𝚒𝚘 𝚟𝚎𝚗𝚎𝚣𝚞𝚎𝚕𝚊𝚗𝚘 𝚗𝚘𝚗 𝚜𝚎𝚛𝚟𝚎 𝚊𝚐𝚕𝚒 𝚂𝚝𝚊𝚝𝚒 𝚄𝚗𝚒𝚝𝚒 𝚖𝚊 𝚟𝚊 𝚜𝚘𝚝𝚝𝚛𝚊𝚝𝚝𝚘 𝚊 𝙿𝚎𝚌𝚑𝚒𝚗𝚘. 𝙻𝚊 𝙶𝚛𝚘𝚎𝚗𝚕𝚊𝚗𝚍𝚒𝚊 𝚜𝚎𝚛𝚟𝚎 𝚙𝚎𝚛 𝚕𝚎 𝚃𝚎𝚛𝚛𝚎 𝚛𝚊𝚛𝚎 𝚎 𝚍𝚞𝚗𝚚𝚞𝚎 𝚙𝚎𝚛 𝚌𝚘𝚗𝚝𝚛𝚊𝚜𝚝𝚊𝚛𝚗𝚎 𝚒𝚕 𝚚𝚞𝚊𝚜𝚒 𝚖𝚘𝚗𝚘𝚙𝚘𝚕𝚒𝚘 𝚌𝚒𝚗𝚎𝚜𝚎.
𝚂𝚘𝚗𝚘 𝚐𝚒𝚘𝚌𝚑𝚒 𝚐𝚎𝚘𝚜𝚝𝚛𝚊𝚝𝚎𝚐𝚒𝚌𝚒, 𝚒𝚗 𝚌𝚞𝚒 𝚟𝚊𝚕𝚘𝚛𝚒 𝚎 𝚖𝚘𝚛𝚊𝚕𝚒𝚝𝚊̀ 𝚌’𝚎𝚗𝚝𝚛𝚊𝚗𝚘 𝚙𝚘𝚌𝚘.
E in tutto questo 𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 ?
L’Europa privata del gas e del petrolio russi a basso prezzo, costretta a comperare a prezzo quintuplo da Trump, pagando dazi e armi, non ha prospettive economiche e politicamente è confusa e divisa.
Gli Stati Uniti hanno spinto l'Europa alla rottura e al conflitto con la Russia grazie a alla cricca eurocratica che, pur di restare al potere e continuare a gestire i propri loschi affari ( vaccini, armi, green e chissà cos’altro) ha svenduto l'Europa a Washington e l’ha esposta ad una guerra insensata e logorante a difesa di un governo corrotto ed autocratico.
𝐄 𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 ?
La piccola Italia, privata da tanto tempo della sua industria e della autonomia monetaria, è diventata ormai irrilevante a livello economico. Il Governo non può che prendere atto della situazione e realisticamente non vuol perdere l’appoggio della sponda atlantica. Tutto comprensibile e realistico, se pur non condivisibile. D’altronde storicamente chi ha provato nel tempo ad alzare la testa ha fatto una brutta fine.
Questa è la triste realtà nonostante gli ipocriti e narcolettici discorsi a reti unificate delle istituzioni conditi dagli applausi patetici del mainstream.
Giorgio Bruzzone




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