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MANIPOLAZIONE Regole di difesa

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“ℒ𝒶 𝓂𝒶𝓃𝒾𝓅𝑜𝓁𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒 𝒸𝑜𝓃𝓈𝒶𝓅𝑒𝓋𝑜𝓁𝑒 𝑒 𝒾𝓃𝓉𝑒𝓁𝓁𝒾𝑔𝑒𝓃𝓉𝑒 𝒹𝑒𝓁𝓁𝑒 𝒶𝒷𝒾𝓉𝓊𝒹𝒾𝓃𝒾 𝑒 𝒹𝑒𝓁𝓁𝑒 𝑜𝓅𝒾𝓃𝒾𝑜𝓃𝒾 𝓈𝓉𝓇𝓊𝓉𝓉𝓊𝓇𝒶𝓉𝑒 𝒹𝑒𝓁𝓁𝑒 𝓂𝒶𝓈𝓈𝑒 𝑒̀ 𝓊𝓃 𝑒𝓁𝑒𝓂𝑒𝓃𝓉𝑜 𝒻𝑜𝓃𝒹𝒶𝓂𝑒𝓃𝓉𝒶𝓁𝑒 𝒹𝑒𝓁𝓁𝒶 𝓈𝑜𝒸𝒾𝑒𝓉𝒶̀ 𝒹𝑒𝓂𝑜𝒸𝓇𝒶𝓉𝒾𝒸𝒶. 𝒞𝑜𝓁𝑜𝓇𝑜 𝒸𝒽𝑒 𝓇𝒾𝑒𝓈𝒸𝑜𝓃𝑜 𝒶 𝓅𝒶𝒹𝓇𝑜𝓃𝑒𝑔𝑔𝒾𝒶𝓇𝑒 𝓆𝓊𝑒𝓈𝓉𝑜 𝒾𝓃𝑔𝓇𝒶𝓃𝒶𝑔𝑔𝒾𝑜 𝒾𝓃𝓋𝒾𝓈𝒾𝒷𝒾𝓁𝑒 𝒹𝑒𝓁𝓁𝒶 𝒸𝑜𝓂𝓅𝒶𝑔𝒾𝓃𝑒 𝓈𝑜𝒸𝒾𝒶𝓁𝑒 𝒸𝑜𝓈𝓉𝒾𝓉𝓊𝒾𝓈𝒸𝑜𝓃𝑜 𝓊𝓃 𝑔𝑜𝓋𝑒𝓇𝓃𝑜 𝑜𝒸𝒸𝓊𝓁𝓉𝑜, 𝒾𝓁 𝓋𝑒𝓇𝑜 𝓅𝑜𝓉𝑒𝓇𝑒 𝒸𝒽𝑒 𝒹𝒾𝓇𝒾𝑔𝑒 𝒾𝓁 𝓅𝒶𝑒𝓈𝑒.

𝒩𝑜𝒾 𝓈𝒾𝒶𝓂𝑜 𝒾𝓃 𝑔𝓇𝒶𝓃 𝓅𝒶𝓇𝓉𝑒 𝑔𝑜𝓋𝑒𝓇𝓃𝒶𝓉𝒾, 𝓁𝑒 𝓃𝑜𝓈𝓉𝓇𝑒 𝓂𝑒𝓃𝓉𝒾 𝓈𝑜𝓃𝑜 𝓅𝓁𝒶𝓈𝓂𝒶𝓉𝑒, 𝒾 𝑔𝓊𝓈𝓉𝒾 𝓋𝑒𝓃𝑔𝑜𝓃𝑜 𝒸𝓇𝑒𝒶𝓉𝒾, 𝓁𝑒 𝒾𝒹𝑒𝑒 𝓈𝑜𝓃𝑜 𝒾𝓃 𝑔𝓇𝒶𝓃 𝓅𝒶𝓇𝓉𝑒 𝓈𝓊𝑔𝑔𝑒𝓇𝒾𝓉𝑒 𝒹𝒶 𝓅𝑒𝓇𝓈𝑜𝓃𝑒 𝓂𝒶𝒾 𝓋𝒾𝓈𝓉𝑒 𝑒 𝓈𝑒𝓃𝓉𝒾𝓉𝑒"

Edward L. Bernays


Come difendersi ?

La 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚 è sempre la stessa:

Usare la testa, informarsi ed osservare la realtà che spesso è molto differente da quella che ci raccontano, facendo emergere le contraddizioni logiche che sono sempre molto evidenti.

Non è però facile restare fuori da questo meccanismo, servono coraggio e forza d’animo, perché è più semplice adeguarsi al pensiero comune che fare la pecora nera.

Chi manifesta liberamente la sua opinione da fastidio, figuriamoci chi fa emergere le contraddizioni.

Il rischio è quello di essere tagliati fuori dalle posizioni decisionali e nei casi più gravi di dover subire persino l’isolamento sociale.

Lo hanno fatto recentemente e ci proveranno nuovamente attraverso nuovi interpreti.

Gli esempi sono continui, clamorosi e sotto gli occhi di tutti.

La 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚 è quella di preservare gli ideali dalle contraddizioni.

Vale per molti ideali generalmente condivisi: quello della pace, ad esempio, oggi costantemente contradetto.

Ma anche per quello della libertà che viene costantemente limitato e perseguito se contraddice il “pensiero unico” .

Così infine per la difesa della vita che viene messa a confronto con altri pseudo diritti.

La 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐚 𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚 è quella di Falcone “seguire il denaro” .

I governanti del mondo per denaro e per brama di potere sono disposti a tutto. “La storia insegna ma non ha scolari” diceva Gramsci.

Mettendo a confronto questa terza regola con gli ideali, citati nella regola numero due, si può dire che sono disposti a promuovere la guerra nel nome della pace; a contraddire , limitare e vietare libertà e democrazia per preservare il “bene comune” , ad esempio la salute o il diritto ad un informazione “corretta “; a condannare a morte i più deboli e gli innocenti per evitare loro la sofferenza, oppure per tutelare semplici egoismi personali che ci vengono promossi e venduti come diritti.

Se la vita è un bene assoluto non può valere il principio del male minore. Va sempre tutelata senza se e senza ma.


Giorgio Bruzzone

 
 
 

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