𝐒𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐧𝐚 𝐟𝐚 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚
- Giorgio Bruzzone

- 5 gen
- Tempo di lettura: 2 min

Infuriano le polemiche per l’ iniziativa della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo di installare nel campanile diocesano la “Campana della Vita”.
Nelle intenzioni del Vescovo Mons. Suetta i rintocchi, alle 20 di ogni giorno, sono dedicati alla memoria dei bambini vittime dell’aborto, sono per questo un invito al silenzio, alla riflessione, alla compassione e alla speranza.
La posizione della Chiesa su questo tema in realtà non è mai cambiata. Tutti i Papi hanno rimarcato a gran voce che l’aborto non è un diritto ma un delitto. Recentemente Papa Francesco e Leone XIV hanno confermato le posizioni dei loro predecessori, dicendo che l'aborto non è mai una soluzione ai problemi. Ancor meno una una conquista di civiltà, ma un vero e proprio dramma.
E allora viene da chiedersi come può, nel 2026 , dare così fastidio il suono di una campana tanto da scrivere che violerebbe persino la laicità dello Stato ?
Perché le regole del politicamente corretto vorrebbero che del tema semplicemente non si parlasse. Vorrebbero insomma che non si spiegasse che cosa è realmente l’aborto.
Come viene effettuato, che cosa accade al nascituro.
Non vorrebbero neppure che si sapesse che il 90% dei medici sono obiettori di coscienza.
E chiedersi il perché di questo dato clamoroso?
Perché il pensiero unico impone che l’aborto sia considerato un diritto.
Non sono ammesse voci contrarie, neppure il suono di una campana.
Eppure non è una novità che per un cristiano il bene primario sia sempre la vita che va tutelata e protetta, senza se e senza ma!
E allora torno a chiedermi dove sta lo scandalo? Perché una campana fa paura?
Nessuno vieta che qualcuno possa definire l’aborto un diritto, per quale ragione i cristiani non potrebbero esprimere la propria opinione?
giorgio_bruzzone






Commenti