
𝐓𝐑𝐔𝐌𝐏 𝐒𝐌𝐀𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐈𝐋 𝐒𝐈𝐒𝐓𝐄𝐌𝐀 𝐆𝐋𝐎𝐁𝐀𝐋𝐈𝐒𝐓𝐀?
- 9 gen
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È oggettivamente sbagliato guardare verso il nuovo corso USA di Donald Trump
limitandosi ai suoi eccessi ed alle sue mire imperialistiche , spesso discutibili e criticabili.
C’è infatti una promessa elettorale che sembra voler essere positivamente mantenuta
Trump sta, infatti, smantellando rapidamente buona parte del Sistema globalista che si reggeva in buona parte su un reticolo di organizzazioni sovranazionali che operativamente utilizzava in molti contesti le ONG (Organizzazioni non governative), ed il cui funzionamento era garantito daI finanziamenti dei singoli Stati, principalmente dagli USA.
Una rete che ha dato vita ad un sistema palesemente antidemocratico, perché lasciava in mano ad associazioni non elette e finanziate da ricchissimi privati, un potere decisionale enorme.
L’indirizzo comune era chiaramente quello da tempo individuato nell’ambito del Word Economic Forum. Un governo unico mondiale con obiettivi in larga parte inclusi nella famigerata “Agenda 2030”
Il Presidente Usa ha infatti firmato un ordine esecutivo per il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali che "operano in contrasto con gli interessi nazionali degli Stati Uniti”, 35 organizzazioni non appartenenti alle Nazioni Unite e di 31 organizzazioni dell'Onu.
Washington quindi non userà più le ONG per gli aiuti all’estero ma questi verranno gestiti direttamente dal governo statunitense in collaborazione con il governo del Paese che li riceve.
L’iniziativa Trumpiana include l’uscita degli USA dalla convenzione ONU sui cambiamenti climatici.
Un colpo deciso ad un Sistema che non si arrende ma vacilla.
Nasce da questi accadimenti una certa preoccupazione per quelle che potrebbero essere le reazioni di un sistema di potere che proverà a non farsi totalmente sopraffare da Trump.
Il rischio per essere chiari è quella che trovi applicazione la antica espressione biblica “muoia Sansone con tutti i filistei”
Fra pochi giorni potrebbe tra l’altro arrivare un nuovo e decisivo colpo.
Trump parteciperà infatti al World Economic Forum di Davos ovvero nella sede dell’élite globalista. È verosimile che egli approfitterà di questa occasione per mettere le élite mondiali con le spalle al muro: o con Trump, dicendo addio ai piani mondialisti implementati negli ultimi 30 anni, o contro di Trump, mettendosi in rotta di collisione con gli Usa.
Il nuovo mondo, nel progetto Trumpiano , deve tornare ad essere sovranista, con buona pace di Ursula von der Leyen & C.
Sta rinascendo insomma un nuovo mondo, dove non c’è più spazio per i globalisti.
E anche l'Italia, presto, dovrà scegliere da che parte stare, uscendo fuori dall’ambiguità che sta caratterizzando la sua azione principalmente in ambito di politica internazionale.




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