
𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐀𝐥𝐥𝐞𝐯𝐢 𝑰𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒔𝒐𝒇𝒇𝒓𝒆 𝒎𝒂 𝒍’𝒂𝒏𝒊𝒎𝒂 𝒃𝒓𝒊𝒍𝒍𝒂
- 20 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Quando “Il corpo soffre” ma “l'anima brilla"
Potrebbe essere questo il titolo della meravigliosa intervista , andata in onda domenica pomeriggio su Rai 1 , a Giovanni Allevi , pianista, compositore , scrittore e direttore d’orchestra .
Quello di Allevi è un vero inno alla vita.
Allevi è un genio musicale che trasmette una gioia contagiosa oltre che messaggi di una profondità illuminante
Casualmente, proprio domenica scorsa, il Vangelo ci ricordava la grande dote della perseveranza (Lc 21,5-19)
“𝙲𝚘𝚗 𝚕𝚊 𝚟𝚘𝚜𝚝𝚛𝚊 𝚙𝚎𝚛𝚜𝚎𝚟𝚎𝚛𝚊𝚗𝚣𝚊 𝚜𝚊𝚕𝚟𝚎𝚛𝚎𝚝𝚎 𝚕𝚊 𝚟𝚘𝚜𝚝𝚛𝚊 𝚟𝚒𝚝𝚊” predicava Gesù ai propri discepoli. E questa perseveranza sarà tanto più importante nel momento della prova.
Allevi , con il suo trascinante entusiasmo, nonostante una malattia subdola ed invalidante, ci evidenzia come sia proprio dal dolore che possono nascere le cose migliori “𝙰 𝚟𝚘𝚕𝚝𝚎 𝚒𝚕 𝚍𝚘𝚕𝚘𝚛𝚎 𝚙𝚘𝚛𝚝𝚊 𝚞𝚗𝚊 𝚖𝚞𝚜𝚒𝚌𝚊 𝚌𝚑𝚎 𝚗𝚘𝚗 𝚎𝚛𝚊 𝚊𝚗𝚌𝚘𝚛𝚊 𝚜𝚝𝚊𝚝𝚊 𝚜𝚌𝚛𝚒𝚝𝚝𝚊” e aggiunge “𝙸𝚘 𝚖𝚒 𝚜𝚎𝚗𝚝𝚘 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚊𝚝𝚘 𝚍𝚊 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚊 𝚖𝚊𝚕𝚊𝚝𝚝𝚒𝚊. 𝙿𝚞𝚘̀ 𝚜𝚎𝚖𝚋𝚛𝚊𝚛𝚎 𝚊𝚜𝚜𝚞𝚛𝚍𝚘 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚍𝚒𝚌𝚘, 𝚌𝚘𝚗𝚜𝚒𝚍𝚎𝚛𝚘 𝚒𝚕 𝚍𝚘𝚕𝚘𝚛𝚎 𝚒𝚕 𝚖𝚒𝚘 𝚐𝚛𝚊𝚗𝚍𝚎 𝚖𝚊𝚎𝚜𝚝𝚛𝚘 𝚎 𝚗𝚘𝚗 𝚞𝚗𝚊 𝚙𝚞𝚗𝚒𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎. 𝙼𝚒 𝚑𝚊 𝚒𝚗𝚜𝚎𝚐𝚗𝚊𝚝𝚘 𝚊 𝚟𝚒𝚟𝚎𝚛𝚎 𝚒𝚕 𝚙𝚛𝚎𝚜𝚎𝚗𝚝𝚎”.
Di fronte allo stupore di un così grande entusiasmo giustamente l’interlocutrice si chiede da dove arrivi tutta questa forza.
E lui risponde sorprendentemente “𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊 𝚜𝚝𝚊𝚗𝚣𝚊 𝚍𝚎𝚕𝚕'𝚊𝚌𝚌𝚎𝚝𝚝𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚍𝚎𝚕𝚕'𝙸𝚜𝚝𝚒𝚝𝚞𝚝𝚘 𝚍𝚎𝚒 𝚝𝚞𝚖𝚘𝚛𝚒 𝚍𝚒 𝙼𝚒𝚕𝚊𝚗𝚘. 𝙸𝚘 𝚕𝚒̀ 𝚒𝚗𝚌𝚘𝚗𝚝𝚛𝚘 𝚒 𝚐𝚞𝚎𝚛𝚛𝚒𝚎𝚛𝚒, 𝚐𝚕𝚒 𝚊𝚕𝚝𝚛𝚒 𝚙𝚊𝚣𝚒𝚎𝚗𝚝𝚒: 𝚎𝚛𝚘𝚒 𝚐𝚎𝚗𝚝𝚒𝚕𝚒 𝚌𝚑𝚎 𝚍𝚎𝚟𝚘𝚗𝚘 𝚌𝚘𝚖𝚋𝚊𝚝𝚝𝚎𝚛𝚎. 𝚀𝚞𝚊𝚗𝚍𝚘 𝚞𝚗𝚊 𝚙𝚎𝚛𝚜𝚘𝚗𝚊 𝚖𝚊𝚗𝚝𝚒𝚎𝚗𝚎 𝚒𝚕 𝚜𝚘𝚛𝚛𝚒𝚜𝚘 𝚊𝚝𝚝𝚛𝚊𝚟𝚎𝚛𝚜𝚘 𝚒𝚕 𝚍𝚘𝚕𝚘𝚛𝚎 𝚎 𝚒𝚕 𝚜𝚘𝚛𝚛𝚒𝚜𝚘, 𝚍𝚒𝚟𝚎𝚗𝚝𝚊 𝚞𝚗'𝚊𝚗𝚒𝚖𝚊 𝚌𝚑𝚎 𝚟𝚒𝚋𝚛𝚊 𝚊 𝚏𝚛𝚎𝚚𝚞𝚎𝚗𝚣𝚎 𝚜𝚞𝚙𝚎𝚛𝚒𝚘𝚛𝚒" 𝚎 𝚍𝚒𝚌𝚎 𝚊𝚗𝚌𝚘𝚛𝚊. "𝚂𝚘𝚗𝚘 𝚊𝚗𝚒𝚖𝚎 𝚜𝚏𝚊𝚟𝚒𝚕𝚕𝚊𝚗𝚝𝚒 𝚎 𝚜𝚙𝚕𝚎𝚗𝚍𝚎𝚗𝚝𝚒, 𝚎𝚜𝚎𝚖𝚙𝚒 𝚍𝚒 𝚟𝚒𝚝𝚊 𝚊𝚞𝚝𝚎𝚗𝚝𝚒𝚌𝚊 𝚍𝚊 𝚌𝚞𝚒 𝚒𝚘 𝚛𝚒𝚌𝚎𝚟𝚘 𝚕𝚊 𝚏𝚘𝚛𝚣𝚊"
Nell’ascoltare le parole di questo grande genio della musica e di vita mi sono tornate alla mente le parole pronunciate da Don Davide nella sua omelia, a commento della lettura domenicale, in cui esortava a cercare la felicità in tutte le fasi della vita . Come? affidandosi in modo perseverante a Cristo.
Quanto sono forti queste parole considerato che il mondo odierno ci restituisce un immagine di felicità che sembra poter nascere solo dal successo, nell’assenza di problemi e di malattie. Tanto che la la frase che spesso ci si sente ripetere come un mantra è “𝚚𝚞𝚊𝚗𝚍𝚘 𝚌’𝚎̀ 𝚕𝚊 𝚜𝚊𝚕𝚞𝚝𝚎 𝚌’𝚎̀ 𝚝𝚞𝚝𝚝𝚘”
Allevi diventa allora testimonianza viva dei nostri giorni nell’evidenziarci come la felicità non dipenda dallo stato di salute, ma da una vita piena che permette di cogliere il meglio in ogni momento. Anzi , dal messaggio di Allevi, emerge come siano proprio la malattia ed il dolore che ci aiutano a cogliere i valori veri della vita.
D’altronde sostenere che la salute è tutto porta come logica conclusione che nel momento in cui viene a mancare la salute o non si è più giovani e produttivi è meglio lasciare questo mondo. Togliere il disturbo.
Non a caso in questi giorni si è cercato di esaltare la penosa scelta delle gemelle Kessler. Le due ex ballerine che hanno deciso di suicidarsi di fronte alla prospettiva di una vita che poteva farsi problematica. Per loro , evidentemente prive di valori alti ed affetti, la vecchiaia non poteva che essere triste e buia. Una scelta quella delle Kessler che si è cercato di far passare per comprensibile , coraggiosa e anche un po’ romantica.
A ben vedere penso che quando la scelta di morire diventi preferibile a quella di vivere, come se i due stati fossero sullo stesso piano e di pari valore, significa che c’è qualcosa di rotto nel nostro vivere comune.
Queste due opposti modi di affrontare le prove, quello di Allevi con perseveranza e gioia , quello delle Kessler, con il rifiuto di una vita che si prospetta problematica, dovrebbero farci riflettere su quanto sia importante rincorrere e preservare valori veri in ogni istante della nostra esistenza.
Chi crede dovrebbe pregare per ritrovare il vero senso di ciò che siamo, in un mondo in cui ci stiamo abituando a veder ribaltati i significati delle cose. Un mondo in cui persino la morte diventa romantica ed il suicidio considerato progresso, una scelta di libertà.
Si sta stravolgendo il significato delle parole. Morte e libertà vengono associate con un azzardato ossimoro concettuale, e allora diventa automatico che dolore e sofferenza non possano far parte del cammino della nostra vita ma qualcosa da evitare ad ogni costo.
Per questo consiglio di ascoltare l’intervista illuminante a Giovanni Allevi
Giorgio Bruzzone




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